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	<title>Onor&#38;Borin &#187; Puffer</title>
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	<description>Caminetti e stufe per la tua casa a San Donà di Piave</description>
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		<title>Qual&#8217;è la differenza tra un bollitore e un puffer?</title>
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		<comments>https://www.onorborin.com/accumuli/differenza-bollitore-puffer/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 18:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Onor &#38; Borin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[accumuli]]></category>
		<category><![CDATA[Puffer]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il puffer è, di fatto, un serbatoio contenente energia sotto forma di acqua calda dell&#8217;impianto di riscaldamento, chiamata &#8220;acqua tecnica&#8221;. Quindi il puffer non contiene acqua sanitaria, che usiamo per la doccia, ma acqua &#8220;sporca&#8221; che circola nei termosifoni o nell&#8217;impianto a pavimento e si trova direttamente anche dentro alla caldaia a pellet o al termocamino [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il puffer è, di fatto, un <strong>serbatoio contenente energia sotto forma di acqua calda</strong> dell&#8217;impianto di riscaldamento, chiamata &#8220;acqua tecnica&#8221;. Quindi il puffer <strong>non contiene acqua sanitaria</strong>, che usiamo per la doccia, ma acqua &#8220;sporca&#8221; che circola nei termosifoni o nell&#8217;impianto a pavimento e si trova direttamente anche dentro alla caldaia a pellet o al termocamino a legna.</p>
<p><a title="Scarica e guarda il video del puffer a stratificazione" href="http://www.thermorossi.it/docs/thermocell.flv" target="_blank">SCARICA IL VIDEO</a>.</p>
<p><strong>Come si fa allora a produrre acqua sanitaria pulita?</strong> Tramite s<em>cambiatori a piastre</em> esterni o <em>serpentine</em> a tubo immerse nel puffer. E proprio <strong>qui nasce il problema</strong>. Il <strong>metodo</strong> con il quale estraiamo l&#8217;acqua calda, o l&#8217;energia, da bollitori o puffer fa <strong>cambiare di molto le prestazioni</strong> e i consumi dell&#8217;intero sistema.</p>
<p>TERMOGRAFIA DEL PUFFER THERMOCELL A STRATIFICAZIONE<a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2014/02/Termografia-puffer-thermocell-500.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2878" alt="Termografia-puffer-thermocell-500" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2014/02/Termografia-puffer-thermocell-500.jpg" width="589" height="391" /></a>In questo tipo di puffer l&#8217;<strong>acqua sanitaria</strong> viene<strong> prodotta</strong> tramite uno <strong>scambiatore a piastre esterno</strong> in rame da 64 Kw. Questo consente di immettere nello scambiatore acqua tecnica termostatata ad una temperatura inferiore ai 55 gradi per evitare la formazione di calcare. Il <strong>prelievo avviene esclusivamente nella parte superiore</strong> dell&#8217;accumulo. Questo significa che bastano pochi litri di acqua superiore ai 37 gradi, nella parte alta del puffer, per produrre già acqua sanitaria a 35 gradi.</p>
<p><strong>Ma cosa succede all&#8217;energia non utilizzata?</strong> Esempio. Se prelevo acqua tecnica a 70 gradi e scambio con acqua dell&#8217;acquedotto a 0 gradi otterrò acqua sanitaria per la doccia a 35 gradi. Ma gli altri 35 gradi non utilizzati che fine fanno? Dato che <strong>sono ancora energia buona</strong> per produrre altra acqua sanitaria vengono <strong>re-immessi</strong> nel puffer in base ad una valvola termostatica:</p>
<ul>
<li>a <strong>metà</strong>, se la temperatura a metà puffer è inferiore alla temperatura di ritorno dallo scambiatore</li>
<li><strong>sotto</strong>, se la temperatura a metà puffer è superiore alla temperatura di ritorno dallo scambiatore</li>
</ul>
<p>Questo permette di <strong>non mescolare mai l&#8217;acqua tecnica calda con quella fredda</strong> all&#8217;interno dell&#8217;accumulo. Inoltre con, per esempio, 500 litri di acqua tecnica a 70 gradi si producono fino a 650 litri di acqua sanitaria a 35-37 gradi.</p>
<p>Ora analizziamo le <strong>differenze con un bollitore</strong>.</p>
<p>SIMULAZIONE DI TERMOGRAFIA DI UN BOLLITORE A SERPENTINA COMUNE DA 500 LITRI<a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2014/02/Termografia-Bollitore-Sanitario.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2880" alt="Termografia-Bollitore-Sanitario" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2014/02/Termografia-Bollitore-Sanitario.jpg" width="589" height="391" /></a>Da queste termografie simulate si può vedere l&#8217;acqua fredda dell&#8217;acquedotto che entra nella serpentina. Man mano che circola si riscalda <strong>raffreddando però una porzione molto grossa del bollitore</strong>. Inoltre già dopo pochi minuti meno della metà della serpentina è immersa in acqua abbastanza calda da consentire uno scambio termico significativo. In poche parole <strong>la caldaia deve rientrare in funzione molto più spesso</strong> per produrre acqua sanitaria. Lo stesso problema si ha con i cosiddetti <strong>puffer &#8220;Tank in tank&#8221;</strong>.</p>
<p>CONCLUSIONI</p>
<p>A <strong>pari energia</strong> accumulata in 500 litri di acqua tecnica:</p>
<ul>
<li>con il <strong>puffer</strong> a stratificazione e scambiatore termostatato esterno produco 650 litri di acqua sanitaria o <strong>45 minuti di rubinetto aperto</strong></li>
<li>con un <strong>bollitore</strong> a serpentina produco 250-260 litri di acqua sanitaria calda o circa <strong>12-15 minuti di rubinetto aperto</strong></li>
</ul>
<p>Non dimentichiamo poi che, solitamente un <strong>puffer</strong> serio ha 7-8 centimetri di <strong>schiuma coibentante</strong> attaccata <strong>fissa</strong> a tutta la struttura consentendo perdite di pochi gradi al giorno. Mentre i <strong>bollitori</strong>, di solito, hanno delle <strong>coperte termiche</strong> di spessori più contenuti e staccabili con raffreddamenti repentini entro la giornata in caso di caldaia o termocamino spento.</p>
<p><strong>Perché e quando scegliere puffer o bollitore?</strong></p>
<p>Il <strong>puffer</strong> è consigliato quando ci sono dei <strong>circolatori</strong> e in impianti di riscaldamento con <strong>grossi contenuti d&#8217;acqua</strong>. Inoltre il puffer stratificato consente di far funzionare il riscaldamento e l&#8217;acqua sanitaria in <strong>contemporanea</strong>. In poche parole, se mi faccio la doccia i termosifoni non vengono momentaneamente isolati. Per contro il <strong>puffer costa il doppio</strong>, o più, rispetto al bollitore e ha delle <strong>dimensioni maggiori</strong>. Quindi è più difficile da posizionare. Inoltre il <strong>costo di cablaggio</strong> in termini di manodopera e materiali è più alto.</p>
<p>Il <strong>bollitore</strong> è consigliato <strong>solo per la produzione di acqua sanitaria</strong> e lavora con la &#8220;precedenza&#8221; sull&#8217;impianto di riscaldamento. Questo significa che, mentre sono sotto la doccia, l&#8217;impianto dei termosifoni, o a pavimento, viene momentaneamente staccato per poi riprendere alla fine della richiesta di acqua sanitaria. Per contro i <strong>prezzi</strong> e le <strong>dimensioni</strong> dei bollitori sono <strong>molto più bassi</strong>. Anche il costo per il loro <strong>cablaggio è nettamente inferiore</strong>, soprattutto se si sceglie di far circolare l&#8217;acqua tecnica della caldaia o del termocamino nella serpentina e di stoccare nel bollitore solo acqua sanitaria pulita.</p>
<p>.<strong>Chiedete sempre</strong> al vostro installatore di fiducia la differenza tra puffer e bollitore. Se non sa nemmeno di cosa state parlando&#8230;lascio a voi le conclusioni!</p>
<p>SPACCATI PUFFER A STRATIFICAZIONE THERMOROSSI THERMOCELL 500</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/02/thermocell_part1.jpg"><img class="size-full wp-image-2028 alignleft" alt="thermocell_part1" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/02/thermocell_part1.jpg" width="413" height="550" /></a><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/02/thermocell_part2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2029" alt="thermocell_part2" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/02/thermocell_part2.jpg" width="413" height="550" /></a></p>
<p>La ditta<strong> Onor e Borin</strong> caminetti è rivenditore, <strong>installatore</strong> e centro assistenza autorizzato di puffer stratificati, bollitori, accumuli, collegamenti idraulici ed elettrici a San Donà di Piave, Jesolo, Oderzo, Treviso, Venezia, Mestre, Portogruaro.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.onorborin.com/accumuli/differenza-bollitore-puffer/">Qual&#8217;è la differenza tra un bollitore e un puffer?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.onorborin.com">Onor&amp;Borin</a>.</p>
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		<title>Come si installa una caldaia a pellet?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 10:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Onor &#38; Borin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[caldaia a pellet]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Se volessi sostituire la vecchia caldaia a gas metano con una nuova caldaia a pellet ad alto rendimento? Niente di più semplice. Certo non ci si può improvvisarre idraulici ed elettricisti. E&#8217; sempre importante farsi consigliare sul tipo di caldaia scegliere, la potenza, e il tipo di accumulo (un bollitore solare o un puffer). Porteremo [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se volessi sostituire la vecchia caldaia a gas metano con una nuova caldaia a pellet ad alto rendimento? Niente di più semplice. Certo non ci si può improvvisarre idraulici ed elettricisti. E&#8217; sempre importante farsi consigliare sul tipo di caldaia scegliere, la potenza, e il tipo di accumulo (un bollitore solare o un puffer). Porteremo come esempio la sostituzione di una caldaia a gas metano da circa 30 Kw con una caldaia a pellet da 32 Kw con pulizia delle ceneri automatica e un puffer da 500 litri.</p>
<p>Per prima cosa è importante stabilire con esattezza come e dove collegarsi all&#8217;impianto esistente. C&#8217;è una certa differenza nel collegarsi a delle valvole di zona o a dei circolatori.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet21.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-2264" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet2" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet21.jpg" width="161" height="200" /></a></p>
<p>Con le valvole di zona è quasi possibile collegarsi direttamente all&#8217;impianto e usare il circolatore della caldaia a pellet. Ovviamente bisognerà prestare attenzione ad alcuni accorgimenti tecnici per evitare che la caldaia a pellet vada in surriscaldamento alla chiusura delle zone. Comunque, è sempre consigliabile interporre un puffer tra caldaia e impianto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class=" wp-image-2273 alignright" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet3" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet3.jpg" width="161" height="200" /></p>
<p>Una volta deciso cosa tenere e cosa levare dell&#8217;impianto esistente si comincia a svuotare la caldaia dall&#8217;acqua tecnica  e l&#8217;accumulo dall&#8217;acqua sanitaria. Quando tutto è vuoto si possono allentare i raccordi e portar fuori le parti da eliminare.</p>
<p>Con la stanza libera e pulita si va molto meglio a lavorare sulle tubature. In questo caso l&#8217;impianto era stato cablato con tubi parte in ferro e parte in rame. Per adattare i raccordi di mandata e ritorno dobbiamo tagliare i vecchi e saldarne di nuovi.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet4.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet4.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2274" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet4" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet4.jpg" width="161" height="200" /></a></p>
<p>Saldare in posizione scomoda e in opera direttamente sull&#8217;impianto non è mai facile ma, l&#8217;ottima riuscita e la &#8220;bellezza&#8221; della saldatura, sono sempre motivo di vanto per ogni idraulico che si rispetti!</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet5.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet5.jpg"><img class=" wp-image-2276 alignright" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet5" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet5.jpg" width="161" height="200" /></a>Ora viene il bello. Si comincia a portare in centrale termica la caldaia a pellet, il serbatoio supplementare e il puffer. Dato che nella stanza ci sono componenti preesistenti che non si possono spostare come un&#8217;autoclave, un impianto elettrico, dei rubinetti, ecc, dobbiamo cercare la posizione adatta in modo da poter trovare lo spazio a  tutto e per poter intervenire velocemente in caso di assistenza.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet6.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet6.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2277" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet6" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet6.jpg" width="161" height="200" /></a>Si opta per posizionare il puffer sul fondo in modo in modo da cerare uno spazio vuoto tra impianto, filtri, serbatoio e caldaia. Sicuramente non è il miglior posizionamento ma così non copriamo l&#8217;autoclave e non dobbiamo smaltire completamente tutto l&#8217;impianto esistente ancora funzionante. Non meno importante, il cassetto cenere esterno e la caldaia sono in prima posizione. Questo facilita la pulizia delle ceneri e il caricamento del pellet.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet7.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet7.jpg"><img class="wp-image-2279 alignright" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet7" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet7.jpg" width="161" height="200" /></a>Si procede ad intubare gli otto metri di canna fumaria in vibro cemento rigorosamente con tubi rigidi INOX AISI 316 per evitare corrosioni future a causa dell&#8217;acidità della condensa. una volta posizionato il tubo a &#8220;T&#8221; con tappo siamo pronti a collegare il generatore a pellet. A causa della distanza della caldaia dalla canna fumaria preferiamo posare tubi di sezione maggiorata nella parte orizzontale per facilitare e dare autonomia alla pulizia del condotto fumario.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet9.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet9.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2281" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet9" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet9.jpg" width="161" height="200" /></a>Dato che abbiamo deciso di utilizzare un puffer con produzione istantanea di acqua sanitaria tramite scambiatore di calore in rame preferiamo collegare in mandata un filtro per le eventuali impurità presenti nel fluido in arrivo dall&#8217;acquedotto. Essendo la durezza dell&#8217;acqua abbastanza alta installiamo anche un addolcitore adeguatamente dimensionato per evitare la formazione di calcare nello scambiatore a piastre.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet10.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet10.jpg"><img class=" wp-image-2283 alignright" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet10" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet10.jpg" width="161" height="200" /></a>Non resta che cablare le parti elettriche come circolatori, addolcitore, caldaia, ecc. Non meno importante dobbiamo inserire e collegare tutte le sonde di temperatura che porteranno le dovute informazioni alla centralina della caldaia. Il rilevamento costante delle temperature del puffer sono il cuore della gestione della modulazione della potenza, accensione e spegnimento del generatore a pellet. La corretta impostazione delle temperature determina un buon risparmio di pellet e pochissime accensioni della caldaia.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet8.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet8.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2284" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet8" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet8.jpg" width="161" height="200" /></a>Finalmente l&#8217;accensione di prova. Tutto funziona correttamente. Il test di tutti i componenti è fondamentale e richiede qualche ora. Bisogna controllare che non ci siano nemmeno minime perdite. Bisogna portare in temperatura il puffer e tutto l&#8217;impianto. Bisogna pazientemente sfiatare l&#8217;aria iniziale. Bisogna provare tutto il cablaggio elettrico ed elettronico in modo da essere sicuri che la caldaia si accenda, si spenga e moduli la potenza a dovere.</p>
<p><a href="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet1.jpg" target="_blank" rel="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet1.jpg"><img class=" wp-image-2248 alignright" style="border: 1px solid black;" alt="CaldaiaPellet1" src="http://www.onorborin.com/wp-content/uploads/2013/06/CaldaiaPellet1.jpg" width="161" height="200" /></a>Cosa manca come ultima cosa? I rivestimenti. Oltre a dare una piacevole vista della caldaia a pellet i rivestimenti servono a proteggere i componenti interni da eventuali intrusioni e ad evitare inutili dispersioni di temperatura nell&#8217;ambiente circostante.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.onorborin.com/puffer/come-si-installa-una-caldaia-a-pellet/">Come si installa una caldaia a pellet?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.onorborin.com">Onor&amp;Borin</a>.</p>
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